Spread: ma mi faccia il piacere!

Premetto che in questo articolo non voglio incensare Berlusconi, anzi, considero il suo governo il peggiore degli ultimi anni, credo che basti pensare alla gestione Alitalia per rendersene conto.

Però dopo aver visto e sentito per l’ennesima volta i media sussidiati stappare bottiglie di Champagne (tanto paghiamo noi) perché lo spread è sceso ancora, non riesco a non scriverci due righe.

Perché è tutta una cazzata, via. Uno spot pro Europa, come le pubblicità della Rai: “Di Europa bisogna parlare”. In questo caso bisogna dimostrare agli italiani che stare in Europa è bello, lo spread cala e tutto andrà bene, basta andare alle elezioni e votare nel modo giusto.

Vediamo di chiarire la faccenda.

Spread

Nel 2011, durante il pessimo governo Berlusconi, abbiamo assistito ad una crescita enorme del rendimento dei BTP italiani, mentre quelli tedeschi sono rimasti bassissimi, quindi lo spread (la differenza tra i due) è schizzato a livelli da panico. Il risultato è stata l’unica cosa buona fatta da Silvio durante il suo governo, cioè andarsene.

Ma in che situazione era l’Italia nel 2011?

Il rapporto debito/pil era al 120%:

Spread

 

 

Mentre la disoccupazione era tra l’8 e il 9%:

Spread

Mentre scrivo questo articolo, il debito pubblico è a circa 2130 miliardi di euro, il rapporto debito/pil è a oltre il 135% e la disoccupazione è al 13%.

Però lo spread è calato, eccome se è calato. Siamo tornati a livelli di dieci anni fa, quando tutto andava a meraviglia. Eppure i fondamentali sono peggiorati, e di molto, rispetto a tre anni fa.  Come mai questa fiducia?

Ecco cosa penso: “qualcuno” ha fatto schizzare lo Spread a livelli record ai tempi di Berlusconi, mentre ora quel “qualcuno” ha interesse (o direttive) a farlo calare ai minimi storici.

Perché di Europa bisogna parlare.

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