Sopravvivere alla bancarotta

Sopravvivere al default

Continuo a leggere di persone in preda al panico,  perché con l’aria da patrimoniale pesante che tira, molti temono di vedersi prosciugare il conto corrente.

Il discorso è molto ampio, impossibile esaminare tutte le situazioni in un articolo, ne riparleremo spesso.

In caso di pericolo di bancarotta imminente, o default, lo Stato dove andrebbe a prelevare (forzatamente) nel tentativo si salvarsi?

Beh, se ci fosse abbastanza tempo, farebbe come sta già facendo: aumentando la pressione fiscale (che però, secondo la curva Laffer,  oltre un certo limite le entrate diminuirebbero anche all’aumentare delle tasse), facendo patrimoniali camuffate (colpire ad esempio le proprietà, come le case) e la spending review, cioè la revisione della spesa pubblica, facile a dirsi, impossibile a farsi, pena perdita di consensi. Uno degli aspetti negativi della Democrazia.

Dunque, mettiamo che le cose comincino a peggiorare sensibilmente, e che le misure precedenti non permettano la sopravvivenza del carrozzone, cosa può succedere?

Può accadere di tutto, guardiamo la Grecia o Cipro. Non sto parlando di Stati di cui non sappiamo nemmeno l’ubicazione geografica, parlo di Comunità Europea. Fanno bene, a mio avviso, quelli che si preoccupano.

Sintetizzando, la Grecia ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici e massacrato lo Stato Sociale pur di ottenere finanziamenti dalla Comunità Europea, mentre a Cipro sono stati vaporizzati i conti corrente (anche) dei cittadini. Eppure le avvisaglie c’erano tutte, è questo che mi lascia perplesso. Ci fidiamo troppo delle istituzioni, dei media che ci dicono di non preoccuparci. Anche a Cipro fino al giorno prima sembrava tutto in ordine,  ma purtroppo gli abitanti un bel giorno si sono trovati con banche chiuse e risparmi in fumo. Per fortuna hanno avuto il buon senso di non intervenire sui conti correnti con meno di 100.000 euro.

Chi non è giovanissimo ricorderà che c’è stato un precedente anche in Italia: nel Luglio 1992 il Ministro Amato fece un prelievo forzoso del 6×1000 nei conti correnti :  “in relazione a una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica

Il problema è che ora per difenderci abbiamo meno mezzi a disposizione. Il fisco e la agenzia delle entrate ci monitorizzano di continuo, e fare qualunque operazione bancaria sospetta (anche prelevare 4000 euro, ad esempio) ci metterebbe nella lista nera.

Ma quindi, cosa possiamo fare? La cosa più saggia è diversificare il più possibile.

I Titoli di Stato sono belli e buoni, ma è rischioso investirci tutto il patrimonio. In caso di default anche parziale sarebbero i primi a subire svalutazioni pesantissime.

Lo stesso dicasi per le polizze vita e altre forme di investimento a lungo termine. Tutto ciò che è cartaceo o digitale potrebbe subire una svalutazione pesante nel giro una notte.

C’è chi sta trasformando il conto corrente in denaro contante, per poi metterlo in cassetta di sicurezza o sotto il materasso. La cassetta è sotto l’egida della Banca, quindi attenzione, visto che le banche sono costrette a riferire ogni movimento sopra una certa soglia, senza contare che se succedesse veramente qualcosa di grave, rimarrebbero temporaneamente chiuse per evitare il cosiddetto “bank run”, cioè la corsa agli sportelli dei cittadini. Banca chiusa significa niente ritiro di contanti e niente carta di credito. Tanti auguri.

Senza contare che le banche potrebbero anche fallire, Draghi l’ha anche recentemente detto. In teoria ci sono diversi ammortizzatori che dovrebbero intervenire in caso di bancarotta, ad esempio il fondo interbancario dove ogni banca versa una certa quota e che si utilizza in caso di necessità, per salvaguardare i risparmi dei correntisti.

bank run

Il problema è che finché salta una banca, magari piccola, la cosa funzionerebbe, se ci dovesse essere un “effetto valanga” dubito che le risorse basterebbero per tutti.

Qualcuno accumula contanti e li nasconde da qualche parte.

In questo caso risolviamo il problema banche, ma non dei ladri o dai pericoli di default o svalutazioni varie, sopratutto in questo periodo in cui c’è una sorta di guerra delle valute, ne ho parlato velocemente qui.

Altri approfittano della crisi del settore immobiliare per investire i risparmi in piccoli appartamenti ad uso investimento, ma ricordiamoci che colpire le proprietà, specie le seconde case, è uno dei passatempi preferiti dello Stato.

Molti si sono avvicinati al mondo dei metalli preziosi, e sebbene istituzioni e banche facciano loro propaganda negativa da decenni, sono sempre visti come bene rifugio.

Anche qui attenzione, i pregi dei metalli sono molti, sopratutto l’oro (presto un articolo approfondito) ma al momento ha una volatilità (cioè variazioni di prezzo) molto alta. Bisogna avere idee chiare e nervi saldi.

Insomma,  ogni investimento ha pro e contro ma sopratutto nessuno ci da una sicurezza assoluta, purtroppo.

Ne riparleremo ancora, a meno che la situazione congiunturale non migliori sensibilmente e renda tutti questi discorsi aria fritta. Lo speriamo tutti.

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