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Riforma del catasto

Il mercato immobiliare è stato in bolla per diversi anni. Nel 1999 la mia famiglia ha venduto un appartamento per 60.000 euro (cifra inventata ma le proporzioni sono esatte, uso gli Euro per comodità) che aveva pagato 12 .000 euro nei primi anni 80′.

Beh, sembra un affare, peccato che nel giro di dieci anni, cioè nel 2009, l’appartamento si sarebbe potuto tranquillamente vendere a 130.000 euro. In quegli anni la bolla era al top, per poi iniziare a sgonfiarsi, lentamente.

I prezzi stanno calando da alcuni anni, ma non di molto. I proprietari cercano di tenere duro, alcuni hanno comprato pochi anni prima a prezzi folli e non vogliono rimetterci, altri non hanno bisogno impellente di denaro e la lasciano marcire mesi o anni, sfitta.

Il mercato continuerà a calare, le banche non concedono mutui a meno di non essere dipendente pubblico con buon stipendio.

Ma potrebbe esserci il grande crollo a breve, attenzione.

Il Governo è alla disperata ricerca di denaro, i salti mortali per recuperare 5 miliardi  per coprire i famosi 80 euro al mese sono la prova lampante di quanto siano con le pezze al culo.

Cinque miliardi su OTTOCENTOCINQUANTA di spesa pubblica annua. Rendiamoci conto della situazione. E poi parlano di Fiscal Compact….

Come ho già scritto in precedenza, c’è da tenere a galla il PIL. Il PIL in fondo è solo un numero, non ha poi molto senso, ma è necessario per come è impostata la nostra economia. Ne parleremo.

La spesa pubblica è componente diretta del PIL, le pensioni retributive non si possono tagliare, pena perdita delle elezioni, quindi come fare?

Gli italiani sono i più grandi proprietari di immobili del mondo. Una percentuale enorme di cittadini possiede almeno una casa, soprattutto pensionati. Ed ecco la magia: invece di tagliare la pensione li colpiamo sulla casa, e li non si scappa, non si evade, non c’è forma di difesa.

Sta per arrivare la riforma del catasto, di cui si parla da circa quarant’anni. Francamente ho sempre pensato sarebbe rimasta solo una minaccia, vista l’incapacità cronica della pubblica amministrazione di svolgere compiti complessi. Aggiungiamo il fatto che gli immobili da catalogare sono oltre 60 milioni e i catasti delle varie città e regioni sono slegati uno dall’altro. Non comunicano. Probabilmente ognuno farà a modo suo, ogni comune dovrà cavarsela da solo ed è facile prevedere tempi lunghissimi, confusione, errori, denunce, suicidi.

L’unica nota positiva della burocrazia è la sua inefficienza. Fatevi due risate amare con questo articolo.

In ogni caso, se la riforma andrà in porto, si temono tasse raddoppiate, per cui il mercato sarà stravolto e non in positivo, almeno per i proprietari. Molti imprenditori in crisi stanno abbattendo i capannoni, per non pagare la TASI.

riforma del catasto

Con la riforma del catasto è facile prevedere che le abitazioni in vendita aumenteranno, gli affitti saliranno oppure il contrario. In fondo non sappiamo cosa potrà provocare una riforma del genere in un mercato già allo sbando.

 

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