Previsioni economiche di governo: meglio di Zelig

Qualche tempo fa ho scritto un articolo sulle previsioni economiche. Certo, sulla quantità ogni tanto una si imbrocca, però non è molto professionale.

Mi rendo conto di essere troppo duro con i vari istituti, associazioni e governi. Sbagliano sempre, ma in mala fede. Sanno anche loro che stanno sparando cazzate.

Mi spiego: è mai possibile che blogger con poche risorse riescano a capire l’economia meglio di loro? Certo, nessuno ha la bacchetta magica, io per primo ammetto di non capirci un piffero, malgrado siano anni che mi dedico all’economia, politiche monetarie e sistemi bancari.

C’è una teoria anche su questo, cioè sul perché i mercati siano impazziti, ma il discorso di oggi è come sia possibile che persone con pochi mezzi riescano a spuntarla su istituti con fior di economisti e budget milionari.

Eppure i dati sono li, una sequenza infinita di errori.

Lo spunto su questa riflessione mi è venuto leggendo questo articolo, dove Paolo Cardenà analizza le stupidaggini che ci siamo dovuti sorbire dagli ultimi governi, Berlusconi compreso.

Questo grafico tratto da Scenari Economici dimostra quanto il Governo Italiano abbia sbagliato sulle previsioni del debito pubblico:

Previsioni economiche

Impressionante, vero? Secondo voi è possibile che siano così inetti e incapaci? Voglio dire, il debito aumenta di 70-80 miliardi ogni anno, da anni; possibile che per magia cominci a calare? Si, è possibile, ma altamente improbabile con  la congiuntura dell’ultimo lustro. Invece i vari governicchi, appena insediati, prevedono cifre spettacolari. Il debito cala, il PIL aumenta, tutto andrà bene.

Ma perché? No, non sono scemi, sono politici, semplice. Sono consapevoli del loro lavoro a tempo determinato e fanno di tutto per dimostrare che stanno operando al meglio, e nei DEF (documenti di economia e finanza, la bibbia di ogni governo) tendono a aggiustare le cifre in positivo, verso la crescita, altrimenti dovrebbero fare manovre finanziarie, in pratica tagli e tasse.

In ogni caso saranno problemi del governo seguente. E’ per questo che siamo in questa situazione. Questo andazzo è iniziato negli anni 70, gli anni dei soldi facili, delle pensioni baby o di invalidità per un raffreddore, gli anni della scala mobile e dell’inflazione al 20%. Gli anni dei negozi senza scontrino né tasse da versare. Una Milano da bere. Ne paghiamo ancora le conseguenze, perché non esistono pasti gratis. Chiedere ai giovani stipendiati a novecento euro con il nonno pensionato da duemila netti, mandato a casa a 50 anni. E’ il nipote che lo mantiene, col suo salario da fame.

Precedente Il cuneo fiscale. Successivo Cardhu: roccia nera.

Lascia un commento

*