Previsioni economiche: ne azzeccassero una

FMI

Mi riferisco agli analisti che fanno previsioni economiche, che siano del Governo, del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione europea.

E’ una cosa ridicola, ne azzeccano una su dieci.

Ora posso capire che il Governo trucchi i dati, lo ha sempre fatto e lo farà sempre. E’ basandosi sulle previsioni che si fanno le politiche economiche e ovviamente si tende a pensare positivo.

Se prevediamo che il PIL nel 2014 salirà dell’2% avremo bisogno di TOT risorse, se invece la crescita fosse inferiore è ovvio che gli interventi sarebbero diversi.

Ad esempio, l’ex Presidente Letta ha previsto una crescita del nostro Prodotto interno lordo nel 2013 dell’1%, ma purtroppo per lui le stime sono in continuo calo. Mese dopo mese arrivano i dati corretti al ribasso, e questo non va bene (per noi che paghiamo).

In un recente articolo il Sole fa una sfilza di esempi e c’è veramente da mettersi le mani nei capelli. Non ne azzeccano una, ma niente proprio. La Commissione Europea aveva previsto una crescita del PIL italiano, nel 2013, dello 0,5% mentre in realtà è crollato al -1.8%.

Oppure, secondo il FMI, la crescita dell’Austria sarebbe stata del 2%, mentre si è limitata al solo 0,4%. Gli errori ci sono sia nelle previsioni di crescita che di crisi, rimanendo prudenti in entrambi i casi.

Certo, nulla a che vedere con i dati forniti dalle famose agenzie di rating, quelle sono imbattibili. Come fai a vincere contro uno che dava giudizio “A” alla Lehman Brothers il giorno prima della bancarotta? 1-0 e palla al centro.

Poi ti trovi a navigare su blog o siti indipendenti e ti rendi conto di quanto siano più precise le loro previsioni. Probabilmente usando dati e ragionamenti logici ottengono risultati migliori dei modelli matematici su cui si basano le grandi agenzie e organizzazioni.

Insomma, qualcuno storce il naso quando dico che sicurezze in economia non ne esistono, ma pare proprio che sia così, e lo sarà ancora per un bel pezzo. Sembra che la tecnologia non serva poi a molto, in questo ambito. D’altronde non è possibile prevedere con precisione l’azione di miliardi di attori economici diversi e indipendenti, cioè noi stessi.

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