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Non esistono pasti gratis.

Non esistono pasti gratis

C’è una storia che andrebbe studiata a scuola, perché chiarifica con estrema sintesi quello che dovrebbe essere il credo di ogni governante ma sopratutto di tutti noi cittadini: “Non esistono pasti gratis”.

Possiamo mangiare a sbafo, certo. Ci sediamo al ristorante, mangiamo come vitelli e al momento di pagare ci alziamo e mettiamo in pratica gli esercizi di fitness settimanali: corriiiiiii!

Ma il pasto è stato gratis solo per noi, qualcuno ha pagato, in questo caso il povero ristoratore, che ci deve anche fare lo scontrino. Cornuto e mazziato.

E’ storia recente il decreto Salva Roma. Beh, come puoi bloccare la Capitale? Una città governata malissimo da una sfilza di Sindaci di varie culture politiche. Uno peggio dell’altro, il migliore ha fatto schifo. Un carrozzone di 25.000 dipendenti (visionare una puntata delle Iene per farsi un’idea della produttività) e un’altra ventina di aziende municipalizzate, belle gonfie di ex trombati da sistemare, con conti in rosso da far venire la nausea.

Risultato? Assegno di 600 milioni a fondo perduto, a meno che non crediate alle frasi di circostanza. Alla faccia del rottamatore, era l’occasione buona per farglieli sudare, in questo modo non cambierà mai nulla. Mai. Pasti gratis a qualcuno, il conto agli altri.

E le pensioni? Quelle belle pensioni retributive! Erano bellissime le pensioni retributive! Lavori fino a 50 anni, ti becchi la pensione calcolata sull’ultimo stipendio e poi 30 anni di goduria. Ma non esistono pasti gratis, chi paga i contributi non versati? Chiedete ai laureati nei call center o al marocchino sottopagato nei cantieri, al lavoratore atipico oppure all’operaio con famiglia a carico da far sopravvivere con 1300 euro. E il maresciallo in pensione? 200o euro.

Legge non vuol dire giustizia, ma diritti acquisiti non si toccano, anche se vergognosi.

E la storiella di cui ho accennato inizialmente quale sarebbe? Eccola qui.

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