Laphroaig : Al fuoco!

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Aiuto! Senti che fumo…da dove viene? Viene dall’ottavo single malt più venduto al mondo, il famoso e temuto Laphroaig. Più che acqua per spegnere il fuoco servirebbe qualche pezzetto di cioccolato per addomesticare il carattere secco e deciso di questo Islay Whisky per antonomasia.

Islay è un’isola scozzese, facente parte delle Ebridi,  che un tempo ospitava decine di distillerie poi ridotte dagli aggiustamenti del mercato; ne sono rimaste otto.

Oggi ci occupiamo di questa “bella conca sull’ampia baia”, che in gaelico si traduce proprio in Laphroaig. Gaelico che è ancora la lingua più usata nell’isola.

La distilleria fu fondata nel 1815 dai fratelli Johnston, anche se è più credibile che la data esatta sia il 1925, visto che i fratelli all’epoca avevano solo 19 e 12 anni, ed è una distilleria di impatto, con il nome stampato in caratteri cubitali, situata in uno scorcio di Scozia molto caratteristico, sopratutto nelle belle giornate:

 

I produttori non scendono a compromessi come fanno altre distillerie di Islay: qui c’è torba, la nostra torba, e se vi piace bene, altrimenti ci sono tre milioni di appassionati in giro per il mondo che ci danno soddisfazioni.

Come mai questo fumo senza se e senza ma? Come viene prodotto?

La tradizione è molto importante per il Laphroaig, infatti è una delle poche distillerie che ancora lascia germinare l’orzo sul pavimento della malteria, rimestandolo e rigirandolo a mano. Per macerarlo utilizzano l’acqua del lago Kilbride, già torbata di suo, e anche per l’essicatura si utilizza fumo di torba, acre e pungente, che in effetti è la caratteristica principale del Whisky.

Una volta distillato viene fatto riposare 10 anni (la versione più venduta e quella in esame) in botti di quercia americana, che vengono impilate sulla costa in modo che oltre al bourbon delle botti il whisky si arricchisca anche di sapore salmastro.

Non è tra i miei preferiti, sono onesto, ma ad esempio piace moltissimo al Principe Carlo, che durante una visita alla distilleria nel 1994 gli ha conferito il titolo di “Royal Warrant”.

Mi farebbe molto piacere assaggiare la versione “Quarter Cask”, che viene invecchiata in piccole botti di quercia, meno torbata e più dolce.

L’aroma di questo 10 anni è fumo, puro e semplice fumo pungente. Invidio gli esperti che riconoscono altre caratteristiche.

Al palato le cose cambiano, perché sotto alla cappa di fumo si riconosce il sale ma anche una nota dolce, in un distillato molto corposo, secco e medicinale.

E’ un gran whisky, innegabile, ma per i miei gusti la torba prevarica troppo , mentre gli amici ne vanno pazzi, nessuno escluso.

Nei dopocena, con un bicchiere d’acqua e del cioccolato, se ne va via come il pane, mentre il retrogusto di fumo ti tiene la mano a lungo.

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