Investire in diamanti

Abbiamo già parlato di investimenti in oro, qui e qui, abbiamo parlato dell’argento e delle modalità di vendita, se necessario.

Oggi vedremo come investire in diamanti, visto che ho ricevuto alcune richieste.

Beh, in effetti come “bene rifugio” possiamo considerare tutto ciò che è fisico. Una tonnellata di rame è sicuramente un bene rifugio, però non è comodo lo stoccaggio, mentre un brillante di un carato è piccolo e lo si può trasportare (e nascondere) con molta facilità. In questo senso il diamante è sicuramente il bene più comodo. Preziosissimo, richiesto e di dimensioni esigue.

In rete si trova di tutto, consigli, lezioni e anche stupidaggini. Sono 20 anni che tratto questo articolo, ne ho sentite di tutti i colori, come clienti che entrano in negozio e pretendono di darti lezioni di gemmologia. Quelli sono i più facili da spennare, purtroppo sono un commerciante onesto, anche se non mi crederà nessuno.

Quando mi chiedono su cosa investire non riesco a non consigliare l’oro. Non ci si guadagna praticamente nulla, mentre sui brillanti c’è un certo ricarico, ma considero le persone che investono in beni fisici un po’ come “amici” e davvero li tratto come tali.

Il brillante è da sconsigliare, a meno che non si abbiano particolari esigenze, come l’estrema portabilità.

Ma perché dico questo? Iniziamo con la ragione più importante: chi ve lo riacquista?

Diamanti

Una Sterlina la potete portare in oreficeria, da un compro oro, venderla su Ebay. Il prezzo è quello, è tutto facile, documentato. Un brillante uguale ad un altro non esiste. Hanno bisogno di essere certificati (GIA e IGI i più usati), hanno bisogno di essere rivenduti, e non è così facile. L’oro lo si porta al banco metalli, che sia un privato o un compro oro, e si ricevono soldi. Il brillante? Provate a vendere un brillante ad una gioielleria. Probabilmente non lo vorranno, ma se lo accettassero vi darebbero una cifra ben inferiore a quella pagata per l’acquisto, a meno che non l’abbiate acquistato a prezzo particolarmente vantaggioso (anni prima o da un privato, esentasse).

Tutto questo non perché i negozianti siano stronzi (non tutti almeno), ma per una semplice questione di opportunità di vendita. L’oro è denaro praticamente istantaneo, il diamante no.

L’altra ragione per cui non mi piace investire in diamanti è, appunto, il costo. E’ un po’ come comprare oro da oreficeria e non oro da investimento. Nel diamante c’è un po’ di ricarico, e lo si perde. Lo stesso avviene nella vendita, il prezzo sarà inferiore a quello sperato, a meno di colpi di fortuna. (ad esempio un sostanzioso rafforzamento del dollaro, valuta con cui si commerciano le pietre)

Comunque, visto che stiamo parlando di un bene tra i più richiesti al mondo (sono tre anni che la richiesta di diamanti è in aumento e questo è positivo), in un prossimo articolo darò dei consigli su cosa e come comprare.

Ultima cosa, visto che è una domanda che mi viene rivolta spessissimo: il diamante è il materiale, il brillante è uno dei tagli del diamante. Si dice infatti “diamante taglio brillante” oppure “diamante taglio princess”.

Insomma, un brillante è anche un diamante, mentre un diamante può non essere un brillante.

 

 

 

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