INPS, il buco nero.

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Credo sia chiaro a tutti che l’INPS sia da anni in perdita, ma cerchiamo di quantificare le cifre, preparate i fazzoletti.

L’INPS purtroppo è diventata un calderone da cui attingere per pagare ex dipendenti pubblici (inpdap), pensioni di invalidità, assistenza, pensioni sociali, indennità. Una situazione insostenibile per un istituto che non ha mai incamerato entrate sufficienti per le pensioni erogate. Mai. Ovviamente il primo pensiero va alle pensioni retributive, quella folle idea, nata decenni fa, per cui la pensione non si calcola in base ai contributi versati, ma sull’ultimo stipendio. Una genialata che ha creato uno squilibrio che ormai è irrecuperabile. Ma anche artigiani, coltivatori diretti e altre categorie meno discusse hanno, almeno  inizialmente, usufruito di pensioni che non avevano pagato.

Ad esempio, gli agricoltori sono in rosso di oltre 5 miliardi, gli artigiani per 6, mentre i dipendenti pubblici portano una bella eredità d circa 25 miliardi.

Il tutto si traduce in un disavanzo di svariati miliardi ogni anno, per capirci dal 2008 lo Stato ha dovuto erogare quasi 40 miliardi. Ma perché lo Stato? Perché l’INPS non può fallire, quindi è lo Stato a doversi sobbarcare questa spada di Damocle.

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Per ora riesce a cavarsela attingendo dalla cassa dei lavoratori “atipici”, detti anche “subordinati”, per capirci tutti quei lavoratori che stanno in mezzo tra un lavoro dipendente e uno autonomo, ad esempio i lavoratori a progetto o i collaboratori occasionali. Questa categoria di contribuenti sta erogando versamenti INPS per coprire le voragini di bilancio delle gestioni folli dei governi precedenti, quelle degli anni 70′ e 80′, quelle delle “pensioni baby” (ho una parente andata in pensione a 33 anni) e degli sprechi sistematici. Purtroppo non esistono pasti gratis, il conto prima o poi arriva, e tocca pagarlo a noi.

Perché questi lavoratori subordinati sono in attivo di oltre 8 miliardi all’anno, visto che è una categoria relativamente nuova, che paga e non ha nessun (o quasi) pensionato che attinge. E’ lo Stato che allunga la mano sulla loro cassa per pagare i disavanzi delle altre categorie. Ci saranno fondi per loro nei prossimi anni? E chi li verserà?

 

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