Il principio della rana bollita

Rana bollita

Di rana bollita ne parliamo tra poco, prima vorrei chiedervi una cosa: vi sembra tutto come 10 anni fa? Solo 10 anni fa potevi acquistare il televisore o l’orologio senza il terrore di vederti recapitare la busta verde dalla Agenzia delle Entrate, potevi andare in crociera senza chiedere al commercialista se fosse possibile farlo, ma non per mancanza di denaro, solo per paura del Fisco.

Come? Se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere? Questa l’ho già sentita…ah si, lo disse Hitler in un famoso discorso del 1936.

Perché per il Fisco il cittadino non può mettere da parte 100 euro al mese e dopo due anni andare alle Canarie. Per il Fisco se guadagni 1300 euro al mese non puoi andare in ferie né comprare il portatile, perché se guadagni 1300 euro ne devi aver spesi almeno 1400. Non importa se ad esempio vivi con i genitori, non hai l’auto né figli da mantenere. Per  il Fisco dovresti avere debiti, quello si che è sintomo di persona seria e onesta.

Per il Fisco se hai portato i soldi in Svizzera, pur dichiarandoli, lo hai fatto per speculare, per giocare in borsa, per arricchirti di nascosto, non per cercare di salvarli dal prelievo forzoso, quindi se vuoi riportarli in Italia te li decurto del 20% fino a prova contraria.

Dieci anni fa si andava a votare per scegliere chi ci avrebbe governato. Pazzesco eh? Addirittura un tempo i referendum venivano tutti tradotti in legge, e non solo dopo aver verificato se avrebbero potuto danneggiare le caste, come ad esempio il finanziamento ai partiti.

Addirittura si andava a prendere la pensione alla Posta! Incredibile! Gli anziani in fila alla Posta per ritirare il premio di una vita di lavoro. Ora basta con queste barbare usanze. Ti apri il conto e usi il bancomat, vecchio! Non sai usarlo? Cazzi tuoi.

Ma in cosa consiste questo principio della rana bollita?

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Negli ultimi anni stiamo subendo passivamente stupri alle nostre libertà, in nome di non si sa che cosa. Piccoli cambiamenti nel tempo, per darci modo di assimilare passivamente e poi prepararci al prossimo.

Se tutte queste privazioni di libertà fossero giunte da un giorno all’altro, avremmo dato una zampata per saltare la pentola, invece siamo qui, al caldo, o forse siamo già bolliti e non ce ne rendiamo conto.

 

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