Il mistero dell’oro scomparso

oro

Insomma, sembra che la faccenda si stia rivelando per quella che effettivamente è: una farsa.

Riassunto veloce: nel 2012 la Germania, forse complice il momento di forte tensione in zona Euro, ha chiesto il rimpatrio delle sue riserve aurifere alla Francia e agli Stati Uniti.

Mentre quest’ultima ha prontamente eseguito la richiesta, gli USA hanno subito tergiversato prendendo tempo e parlando di circa tre anni per il rimpatrio.

Le malelingue, cioè i catastrofisti di cui la rete è ormai piena, hanno subito puntato il dito sulla faccenda, insinuando che nei caveau della FED di oro non ne esista più.

Nel 2013 cosa è successo? Gli Stati Uniti sono riusciti a spedire in Germania solo 5 tonnellate sulle 150 richieste, mentre l’oro ha stranamente subito un attacco in Aprile, perdendo il 30% del valore in pochi giorni.

Il ragionamento viene da solo: la FED non ha oro, ha preso tempo per procurarselo e quindi ha predisposto un crollo del prezzo sui mercati per poterlo pagare meno.

Fantafinanza? Chi lo sa. La notizia di oggi è che anche la Bundesbank ha smesso di credere nel rimpatrio dei lingotti, almeno non nei tempi (già allungati) promessi dalla FED.

Vorrei precisare che anche l’Italia ha buona parte delle riserve aurifere sotto custodia della FED visto che negli anni della guerra fredda, per timore di possibili invasioni dei paesi Sovietici, fu predisposto il trasferimento in luoghi più sicuri. Tanti auguri.

Potrebbe essere un bel segnale per chi ha oro fisico in portafoglio. Da qualche parte quest’oro deve pur essere.

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