1) Il deposito bancario: prima parte.

Deposito bancario

Vorrei iniziare una serie di articoli sul funzionamento dell’attività bancaria, capire perché le banche sono fondamentali in economia e come vengono utilizzati i nostri soldi in deposito. Lo spunto viene da un libro di Murray Rothbard intitolato The Mystery of Banking, pubblicato nel 1983 e ottimamente tradotto dalla Usemlab.

Purtroppo (o per fortuna) un po’ di storia è necessaria ma non preoccupatevi, è molto interessante e la mia leggendaria capacità di sintesi farà il resto.

Le domande a cui dare risposta sono molte, davvero molte, ed è necessario analizzarle tutte per capire il reale funzionamento del nostro sistema bancario.

Iniziamo con una analisi della banca di deposito, che è diversa dalla banca di prestito, anche se siamo abituati a vederle lavorare insieme.

La nascita di istituti di deposito bancario fu causata dalla necessità di soddisfare le esigenze di chiunque fosse in possesso di oro, argento o monete, perché ricordo che stiamo parlando di epoche in cui i metalli erano usati proprio come il denaro cartaceo del giorno d’oggi.

Chi aveva paura dei furti si recava in queste banche di deposito, dove lasciava i suoi averi in cambio di una ricevuta, la quale dava facoltà di poter tornare in qualunque momento alla banca ed esigere la merce da lui depositata.

Dopo un certo rodaggio, quando le persone si resero conto che gli istituti di deposito erano uffici seri, onesti e di cui ci si poteva fidare, le ricevute di deposito cominciarono ad essere usate come un sostituto naturale, semplice e sopratutto facilmente trasportabile, di tutto quello di cui erano a copertura. In pratica, se una ricevuta  indicava che il possessore aveva depositato in banca 100 monete d’argento, diventava inutile andare in banca, ritirarle e usarle direttamente, sarebbe bastato passare di mano la ricevuta, come facciamo con le banconote al giorno d’oggi.

Siamo abituati a pensare alla banca come un istituto che presta denaro alle persone in cambio di un interesse e quindi ci riesce difficile immaginare una banca che faccia solo da custode dei nostri soldi senza poterli investire. In effetti…come può ricavarne un profitto? Semplicemente come il garage che ci custodisce la moto per l’inverno: paghiamo un compenso proporzionale alla durata del deposito.

Ricapitolando, nel DEPOSITO cediamo la nostra merce (ad esempio denaro) in cambio di una ricevuta che possiamo ricambiare nella nostra merce IN QUALUNQUE MOMENTO. Per questo servizio paghiamo l’affitto dello spazio dove risiede la nostra somma. Avrete già intuito che il conto corrente non funziona così (invece di pagare siamo pagati), quindi abbiamo un interrogativo da decifrare.

Qui la seconda parte.

Qui la terza parte

 

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