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Guerra delle valute. Cosa significa?

Guerra delle valute. Cosa significa?

In ambito finanziario in questi giorni non si fa altro che parlare di guerra delle valute, con i mercati emergenti che si trovano in sofferenza dopo l’annuncio del Tapering da parte della FED. Ricordo che Tapering significa che la FED rallenterà l’acquisto di titoli di Stato USA, visto che gli indici economici stanno migliorando.

Ma perché mezzo mondo sembra andato in crisi per questo annuncio? Come mai le valute “deboli”, cioè quelle dei paesi emergenti, soffrono?

Stanno soffrendo perché negli anni scorsi hanno beneficiato di molti acquisti, e ora gli investitori non se la sentono più di rischiare. Questi paesi offrono i tassi di interesse molto alti, per bilanciare la percentuale di rischio, ovviamente più alta rispetto ai paesi solidi. In pratica è quello che è successo in Italia due anni fa, sotto il governo Berlusconi, quando per i mercati la situazione politica ed economica del nostro paese era a rischio, per cui il Tesoro, per piazzare i nostri Titoli di Stato, ha dovuto offrire tassi di interesse molto alti.

Ora, con l’inizio (e sembra che prosegua spedito) del Tapering, i mercati, che ricordo guardano sempre al futuro, si aspettano un innalzamento dei tassi di interesse sui Titoli di Stato USA, per cui preferiscono sganciarsi dai redditizi, ma pericolosi, paesi in sviluppo per spostarsi sui più sicuri Bot statunitensi.

La risposta immediata dei paesi più colpiti, come la Turchia, è stata quella di alzare i tassi di interesse per arginare la fuga di capitali. Hanno problemi anche Giappone e persino la solida Russia. Sembra che gli speculatori si siano scatenati, e nessuno, al solito, sa a cosa potrà portare questa tempesta improvvisa, questa guerra delle valute.

Al momento, il tanto bistrattato e odiato Euro, sembra invece diventato un porto sicuro, vista la rigidità della BCE.

Ne parleremo ancora, la guerra delle valute e la politica monetaria sono ormai viste come la panacea dei mali degli ultimi anni.

 

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