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Fist 2 The legend continues

Cari amici, visto che ora il tempo non manca (per chi leggesse in altra data: siamo in piena crisi Corona Virus), mi diletto anche con i videogiochi, e in questo caso di uno dei miei giochi preferiti di sempre: Fist 2 della Melbourne House.

Siamo nel 1986 e la Melbourne House, certo non una delle migliori SH del pianeta, aveva già sfornato alcuni titoli, tra i quali The Way of the Exploding Fist  che ebbe un buon successo.

Si trattava di un picchiaduro a schermata fissa. Un buon prodotto.

Visto il successo, misero in cantiere il seguito che, almeno per quanto mi riguarda, è un grande videogioco malato, parafrasando Francois Truffaut dal suo bellissimo libro su Hitchcock.

Il gioco è stato stroncato da (quasi) tutta la critica videoludica dell’epoca. Ricordo il 39% datogli da ZZap! che mi costrinse a scrivere una lettera di proteste alla redazione. Beh, avevo 16 anni e non capivo un cazzo. Dicevo, il gioco fu in genere stroncato, a parte qualche votone. Quindi a qualcuno piacque, malgrado tutto.

Ma perché mi attraeva così tanto? Sono 30 anni che me lo chiedo. All’epoca lo consumai e lo finii, dopo intere giornate passate a lavorarci su. Se state leggendo queste righe, sarete probabilmente vecchi dimmerda come me e quindi ricorderete la difficoltà mostruosa dei titoli vintage. I giochi di oggi, a confronto, sono carezze.

E ancora: perché mi deliziava?

Vediamo più in dettaglio: trattasi di picchiaduro a scorrimento, e per scorrimento intendo una sorta di action adventure. Si attraversano grotte, palazzi (all’interno!), fiumi, cascate, montagne. Per attraversarle indenni bisogna combattere, combattere e combattere. Ma tanto eh. (ma ho una gabola per voi, direttamente da una cassetto nella mia mente, targato 1986. Ma la svelo dopo.)

Durante il nostro peregrinare troveremo delle pergamene che associate al loro specifico tempio (otto pergamene per otto templi) ci daranno una abilità speciale, come quella di attraversare zone velenose, spaccare rocce o abbattere alberi.

In questo modo, piano piano si avanza e ci si rafforza. Ogni volta che pregheremo in uno degli otto templi, infatti, la nostra barra vitale aumenterà, a seconda del numero di nemici abbattuti.

Alla fine……beh, niente spoiler. E’ talmente difficile arrivare alla fine che sarebbe un delitto rivelarla.

Mi è venuta voglia di scrivere questa recensione di un gioco di 34 anni fa perché, dicevo, rigiocandoci mi sto divertendo ancora. Non come allora, ma mi sto divertendo. Certo, la sfida è enormemente inferiore, visto che usando il “The C64” regalatomi a Natale, si può salvare la partita in qualunque momento. All’epoca invece, spesso dopo tre ore di combattimenti, se morte di avesse colto, avresti dovuto ricominciare d’accapo. Un una sberla farebbe meno male. E mi accadde…..eccome se mi accadde.

E allora, per concludere, perché mi piaceva e mi piace tutt’ora? In fondo è piuttosto noioso, le musiche sono carine (e ti si inchiodano nel cervello per sempre), ma brevi e ti torturano per tutto il tempo. La grafica ha problemi di refresh e non mancano i bug.

E quindi, perché? L’ho capito proprio oggi. Perché è un cazzo di METROIDVANIA, genere che adoro. Il mio genere preferito! Per chi non sapesse di cosa sto parlando……andate subito a giocare a Castlevania: Symphony of the night per Playstation o Super Metroid per Super Nintendo. Marsh!

Oppure, se avete solo Hardware recente, al bellissimo Hollow Knight per Switch.

Fist 2 credo sia davvero il primo del suo genere, un antesignano di questa categoria che qualche anno dopo ha avuto un grande successo, e lo ha tuttora.

Brava Melbourne House. Brava!

Questa è la versione per Spectrum. Mai giocata, ma dalla mappa che ho trovato in rete credo sia molto più breve della versione C64. E poi mancano le musiche!

 

 

Ecco invece la versione C64 in tutto il suo splendore:

Questa invece è la mappa, che ho preso dal bellissimo sito PROGETTO ZZAP!

La mappa è bellissima, ma si leggono male i vari collegamenti. Senza di essa ( e senza il mio famoso trucco che ancora non ho svelato) credo che sfida sia quasi impossibile, specialmente ai giorni nostri. Vi consiglio, come ho fatto io, di stamparla (in due pagine) e di seguirla passo dopo passo, ripassando con la penna tutti i numeri dei collegamenti che troverete. CI vuole tempo per capire dove si finisce ogni volta (effetto pacman) ma è necessario, credetemi. Senza mappa girerete 50 ore.

E ora il mio famoso trucco, con il quale potrete evitare decine e decine di combattimenti. Datemi retta, usatelo. Vi farà risparmiare ore e ore di noiose fight e forse anche il Joystick.

Dunque, in trucco si basa sul tasto RESTORE, che in questo gioco viene usato per andare in pausa.

Quando camminate, e lo scrolling vi sta seguendo, premete RESTORE proprio mentre avanzate.

Il vostro personaggio continuerà la sua camminata, ma saranno disabilitati tutti i nemici. Non può essere usato sempre, ma si tratta ugualmente di un aiuto fondamentale. Troverete in ogni caso molti nemici non bypassabili con cui menare le mani.

E con questo vi saluto. Sciogliete i muscoli e pronti con l’avventura!

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