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Bernanke chiude il rubinetto

Bernanke chiude il rubinetto

Ultimo giorno per Bernanke, praticamente l’uomo più potente del mondo, con buona pace di Obama. Bernanke, per i tre che non lo sapessero, è il capo della FED, cioè colui che decide la politica monetaria degli Stati Uniti e quindi, di riflesso, del mondo.
Gli USA, come già scritto in questo Blog, hanno usato come chiave di uscita dalla crisi esplosa nel 2008, la spesa pubblica e lo stampaggio di enormi quantità di dollari, i famosi “QE”, cioè quantitative easing. Una massa enorme di dollari distribuiti alle banche e il contemporaneo acquisto di debito pubblico, in modo da tenere i tassi di interesse artificialmente bassi. Però, come su suol dire, non esistono pasti gratis. Non è così semplice, altrimenti al mondo non ci sarebbero problemi. Ad un certo punto queste iniezioni di liquidità devono finire, pena distorsioni nei mercati (parleremo di questo in un altro post) e il più classico dei risultati : l’inflazione.
Un mese fa Bernanke ha annunciato il “tapering”, cioè una stretta al borsellino. Non più 85 miliardi di dollari al mese di acquisto di titoli, ma “solo” 75 miliardi. E le borse hanno reagito male, con tutti i mercati in fibrillazione. E lui che fa? Prima di andarsene ha annunciato una nuova stretta, si passa a 65 miliardi. Ora vediamo cosa ne penseranno le borse di tutto il pianeta.  Monitorando i primi dati, sembra non siano molto felici. Nel frattempo arrivano brutte notizie dalla Cina, sembra che la crescita del manifatturiero sia in fase di stallo, anzi in contrazione. Prepariamo birra e popcorn, ci sarà da divertirsi.

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