Banconote? No grazie.

La guerra al contante continua.

Si parla di eliminare la banconota da 500€ (primo passo, cui seguirà quella da 200 e così via); nelle regioni nordiche alcune banche hanno già  eliminato il contante e i bancomat; in alcuni Paesi si sperimentano i tassi negativi.

Proprio la strategia del tasso negativo obbligherebbe i governi a limitare o eliminare l’uso del contante.

Il tasso negativo è l’ultima freccia al loro arco, in pratica ci obbligano a spendere, a non risparmiare. Poi parlano di Capitalismo.

Chiaramente, come già detto altre volte, con il tasso negativo converrebbe trasformare tutto in contanti, che si svalutano solo per il tasso di inflazione, se c’è.

Il problema, comunque, è già risolto in partenza. Il contante in circolazione è il 2% della massa monetaria, quindi si salverebbero solo i primi a correre agli sportelli. Poi le banconote finiscono e tanti saluti.

Nel frattempo è sempre più probabile una recessione negli USA (quando a Wall Street calano gli utili la recessione è quasi certa), la Cina rallenta (e licenzia 1,8 milioni di operai nei settori carbone e acciaio), 70.000 migranti minacciano rivoluzione in Grecia e l’oro veleggia a 1140$ e 36,5€ al grammo.

Avanti così, mi raccomando. Non toccate niente che c’è da divertirsi.

2 commenti su “Banconote? No grazie.

    • Esatto. Sono disperati. Fuga di capitali, banche in default, stampaggio ormai inutile (se lo fanno tutti non serve a nulla), ripresa che è più lenta di un bradipo. Dai che il 2016 potrebbe essere l’anno buono. Forza oro.

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