Banche fallite. E allora?

Sta accadendo quello che noi, popolo della rete, sappiamo già da molto tempo.

Ho iniziato a scrivere qualche articolo sul sistema bancario, che spero faccia un po’ di luce sul reale funzionamento, su chi è il proprietario del denaro, ma è chiaro che io posso raggiungere qualche centinaio di persone, un Blog di alto livello può arrivare a centomila, ma queste sono informazioni che dovrebbero essere trasmesse in prima serata sui canali pubblici.

Quello che la rete dice da anni sta iniziando ora a essere sussurrato anche nei media sussidiati. Ne parlano, controvoglia e male, ma ne parlano.

Che le banche siano intrinsecamente fallite è chiaro, 200 miliardi di sofferenze sono li a testimoniarlo. Poi, come fa anche lo Stato, si tira a campare. Si fregano gli anziani, si tappano buchi con soldi pubblici. Le solite cose democratiche.

I soldi, una volta depositati, non sono più nostri. Date un’occhiata ai pochi articoli dedicati all’attività bancaria. Purtroppo non riesco, al momento, a concludere quella sezione. Troppe cose da fare, ma già da quei quattro post si può capire tutto.

Ma per capire che se i rendimenti medi sono dello 0,5% e un promotore ti propone rendimenti al 5% basta la logica. Cazzo, svegliamoci una buona volta.

L’ho scritto mille volte: non esistono pasti gratis e soprattutto la pacchia è finita.

Ora si paga, grana da sprecare (per noi cittadini) non ne esiste più.

Mi spiace per il pensionato che si è tolto la vita, ma esiste il rischio d’impresa. Aveva una pensione retributiva sostanziosa. Aveva comunque di che vivere.

Triste epilogo. Come triste è il fatto che il Governo non venga coperto di merda per quello che ha fatto, come triste è il fatto che chi ha fatto fallire le banche se la spassa pieno di grana.

La speranza è quella che il sistema Ponzi sia finalmente svelato, ma non accadrà nulla.

Pochi si sveglieranno, pochi cambieranno banca, fino al prossimo botto. Ma stavolta che sia bello grosso, mi raccomando, altrimenti non se ne esce.

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